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YOGA

Lo Yoga viene da un tempo lontano anche se non si conosce un origine precisa. Scavi fatti nella valle dell'Indo portarono alla luce amuleti, figure, stampi, placche e sigilli raffiguranti asceti e divinità in posizione Yoga (Asanas) nei resti di una antichissima città che gli archeologi datarono 3.000 anni a.C.. Questa civiltà durò circa 1000 anni, quindi si può affermare, secondo gli studiosi, che lo Yoga risale a 6.000 anni fa.

Lo Yoga diede vita a diverse correnti di pensiero filosofico-religioso che confluirono in esso per la stessa realizzazione.

Il termine Yoga deriva da yuj (letteralmente: “aggiogare”) che significa giunzione, unione, legame e compare assiduamente nel Rig-Veda (il più antico libro sacro indiano degli Inni) e in tantissimi altri antichi testi sanscriti e indi dove il termine si riferisce al controllo del corpo, della mente, dei sensi; cavalli assai ribelli dove è necessario il giogo della disciplina yogica.

Altra interpretazione sta nell'unione tra spirito umano individuale e spirito universale.

La leggenda racconta che in una caverna che si affacciava sull’oceano Indiano il Dio Siva insegnava alla sua sposa Durga posizioni ginniche dello Yoga da lui stesso create per gli dei indiani. Un pesce, attirato dalla voce melodiosa del Dio, fu affascinato da tutte quelle posizioni tanto che si trasformò in essere umano. Questo fu chiamato Matsyendra (pesce fatto uomo) che insegnò in gran segreto queste tecniche che si tramandarono da generazione in generazione. Siva viene rappresentato con tre occhi (uno di questi è posto sulla fronte) che hanno la facoltà di vedere i tre lati del tempo (passato, presente, futuro). La gola del Dio è blu per avere ingerito veleno mortale salvando così il mondo da un orribile fine. In una mano impugna un tridente come il Creatore, Distruttore, Riproduttore.

Gli obiettivi e le finalità della ricerca Yoga di oggi non sono diversi da quelli di ieri, anzi gli antichi yogi consapevoli del declino dell'animo umano lo hanno approfondito lasciandoci speranze se non possibilità per comprendere e ritornare nell'equilibrio.

L'uomo di oggi è troppo rivolto verso se stesso come un calzino usato, rigirato puzza sempre. È sempre più egoista tanto da disprezzare la vita anche delle persone più care, non ha nessun rispetto degli animali e li distrugge molte volte per sfregio, il rapporto con l'ecosistema è ormai stravolto tanto da cambiare il corso delle stagioni e tanti altri problemi che non stiamo qui a raccontare. La rottura dell'equilibrio uomo-natura-cosmo (spirito) ci porta ad un disagio tale da creare distruzione…

Come reazione naturale, ogni azione che disequilibra ne ha una di riequilibrio spesso dolorosa; l'egoismo fa assumere sovente un comportamento che porta alla frenesia di possedere tutto, di avere diritto a tutto in una lotta quotidiana contro tutto e tutti, dimenticando che l'uomo è sulla terra per usufruire dell'armonia con ogni cosa e vita che lo circonda, rispettando l'equilibrio.

E l'essere umano consapevole di quanto sta avvenendo, ma impotente di fronte alla realtà, soffre e assorbe nel suo inconscio tutto questo dolore creando stati di disagio incomprensibili, che soltanto se vengono letti nella vita quotidiana (ho tutto: lavoro, famiglia, benessere, etc) ridanno la gioia persa.


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PILATES

Il Metodo Pilates (detto anche semplicemente Pilates) è un sistema di allenamento sviluppato all'inizio del 20° secolo da Joseph Pilates.

Pilates ha chiamato il suo metodo Contrology, con riferimento al modo in cui il metodo incoraggia l'uso della mente per controllare i muscoli. È un programma di esercizi che si concentra sui muscoli posturali, cioè quei muscoli che aiutano a tenere il corpo bilanciato e sono essenziali a fornire supporto alla colonna vertebrale. Il metodo è indicato anche nel campo della riabilitazione posturale. In particolare, gli esercizi di Pilates fanno acquisire consapevolezza del respiro e dell'allineamento della colonna vertebrale rinforzando i muscoli del piano profondo del tronco, molto importanti per aiutare ad alleviare e prevenire il mal di schiena. Con questo metodo di allenamento non si rinforzano solo gli addominali ma si rinforzano anche le fasce muscolari più profonde vicino alla colonna e intorno alle pelvi. Il punto cardine del metodo è la tonificazione e il rinforzo del Power House, cioè tutti i muscoli connessi al tronco: l'addome, i glutei, gli adduttori e la zona lombare. Gli esercizi che si eseguono sul tappetino (Pilates Mat Work) devono essere lenti, fluidi e perfettamente eseguiti, devono inoltre essere abbinati ad una corretta respirazione.

Il metodo Pilates non ha marchio di registrazione per cui ogni insegnante di educazione fisica motoria lo può avvicinare al suo stile e alla sua personalità, ma si deve rifare ai principi basilari del Pilates che sono sei:

  1. la respirazione: sempre ben controllata e guidata dall'aiuto dell'insegnante come nella pratica dello Yoga (nello specifico nel Pilates si inspira nel cominciare l'esercizio e nel momento dello sforzo maggiore si espira, a differenza dello Yoga, si inspira con il naso e si espira sia con il naso che con la bocca e per ogni esercizio ha un suo precipuo ritmo);
  2. il baricentro: sinonimo di Power House, visto come centro di forza e di controllo di tutto il corpo;
  3. la precisione: ogni movimento deve avvicinarsi alla perfezione e quindi deve essere lento, un lavoro a circuito chiuso dove l'insegnante deve avere continui feedback dall'allievo;
  4. la concentrazione: massima attenzione e concentrazione in ogni esercizio, la mente deve essere il supervisore per ogni singola parte del corpo;
  5. il controllo: controllo su ogni parte del corpo, non si devono effettuare movimenti sconsiderati e trascurati;
  6. la fluidità: questo principio è la sintesi di tutti i concetti precedenti. Nella sua forma più eccelsa il Pilates è “poesia in movimento”

(tratto da: “Pilates, la promessa di un corpo nuovo” di Alycea Ungaro, p. 12)


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TRAINING AUTOGENO

Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento che sfrutta meccanismi di suggestione, praticata con intenti prevalentemente psicoteraupetici e che induce forme di rilassamento misurabili con semplici strumenti. La parola significa “allenamento che si genera da sé”.

Fu sviluppato negli anni Trenta da Johannes Heinrich Schultz, psichiatra tedesco.

Il Training Autogeno ha lo scopo di rendere i propri pazienti indipendenti dal terapeuta per sviluppare il proprio benessere. Il termine training significa allenamento; infatti è solo allenandosi che si riesce ad ottenere la completa armonia con se stessi. Il termine autogeno indica, invece, come i cambiamenti psichici provengano dai praticanti e non sono generati da un operatore (psicologo/psicoterapeuta/medico), se non nella fase iniziale di apprendimento della tecnica. La pratica del Training Autogeno quindi ha come finalità l'eliminazione dello stress, dell'ansia, scaricare la tensione e il recupero delle energie e soprattutto l'eliminazione delle emozioni negative “allegate” a vissuti negativi. Questa tecnica è indicata per chiunque, in particolare per atleti e sportivi in genere in quanto favorisce il recupero di energie permettendo una migliore gestione delle proprie risorse, migliora la concentrazione e contribuisce al conseguimento di alte prestazioni. Il Training autogeno è utile inoltre nella cura di ansia, insonnia, emicrania, asma, ipertensione, attacchi di panico. È importante sapere che nel Training Autogeno il rilassamento non è la cosa principale, ma è un effetto collaterale del proprio star bene.

Gli esercizi si attuano in tre posizioni: posizione sdraiata, in poltrona e del cocchiere a cassetta. Molto importante risulta anche la respirazione la quale deve funzionare in maniera progressivamente più automatica e quindi meno controllata. Il paziente dovrà approfittare del fatto che il momento di espirazione produce, rispetto alla fase di inspirazione, un maggiore rilassamento.

Gli esercizi si dividono in due basilari:

  1. esercizio della pesantezza: produce uno stato di rilassamento muscolare, ovvero di rilassamento dei muscoli striati e lisci;
  2. esercizio del calore: produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno.

E alcuni complementari, più avanzati:

  • esercizio del cuore: produce un miglioramento della funzione cardiovascolare;
  • esercizio del respiro: produce un miglioramento della funzione respiratoria;
  • esercizio del plesso solare: produce un aumento del flusso sanguigno in tutti gli organi interni;
  • esercizio della fronte fresca: può favorire l’eliminazione di eventuali mal di testa, perché produce un leggera vasocostrizione nella regione encefalica.

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DANZA DEL VENTRE

La Danza del Ventre, in lingua originale Raks sharqi e in italiano danza orientale, è un'arte antica le cui origini pare risalgano ai culti religiosi della “madre terra” praticati nelle antiche società matriarcali della Mesopotamia. Era usata in passato per propiziare la fertilità e celebrare il parto.

Era anche l'elemento essenziale delle festività agricole, infatti con la danza si chiedeva agli dei il buon esito del raccolto. È stata tramandata e reinventata nei secoli fino a diventare patrimonio etnico delle popolazioni del sud del Mediterraneo fino alla Turchia e in parte alla Grecia.

L'occidente scoprì l'esistenza di questo mondo nell'Ottocento, grazie a viaggiatori francesi orientalisti e fece subito di questa danza il simbolo di una sensualità orientale da sogno.


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